venerdì 4 aprile 2008

La Cina è vicina


Non bastasse la brutale repressione in Tibet, la Cina conferma il suo ruolo di nazione democratica degna di ospitare le Olimpiadi con due condanne in dieci giorni inflitte a due oppositori del regime.

E' di ieri la notizia che Hu Jia, uno dei principali dissidenti cinesi, già agli arresti domiciliari, è stato condannato a tre anni e mezzo di carcere per "istigazione a sovvertire i poteri dello Stato".

La sovversione è stata individuata nella pubblicazione di alcuni articoli in cui Hu Jia stigmatizzava la totale mancanza di rispetto dei diritti umani nella Repubblica Popolare.

Dopo anni di diffidenza internazionale, la Cina si è riavvicinata all'Occidente per il suo ruolo di fabbrica a basso costo per le nostre aziende. E con le Olimpiadi doveva finalmente celebrare il suo ingresso nel primo mondo, mostrando il suo vero volto...
Nessun problema. Eccoci accontentati: oppositori in carcere, il Tibet trattato come una colonia e gli insorti uccisi senza pietà (monaci buddisti inclusi), mentre le fabbriche-lager continuano a lavorare a ritmi forsennati.

E L'Europa che fa? Ammonisce, protesta e poi tutti insieme appassionatamente ai Giochi di Pechino senza fiatare.
Del resto, di fronte al business, i tanto decantati principi di libertà, eguaglianza e democrazia ribaditi in ogni occasione dai nostri politicanti da strapazzo vanno a farsi strabenedire...
Se lo spettacolo deve continuare, almeno non lasciamoci ingannare come telespettatori sazi e inebetiti.
Spegniamo la televisione. E non acquistiamo i prodotti di chi sponsorizza le Olimpiadi.




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