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domenica 19 febbraio 2012

Mike Davies R.I.P.



La notizia è deflagrata oggi come una bomba: Mike Davies, il leggendario bassista degli MC5 (la più rivoluzionaria band che la storia del rock'n'roll ricordi), è morto ieri per un problema al fegato.

Aveva 68 anni.

Tempo fa, sarà stato il 2007, avevo avuto la fortuna di conoscerlo e di apprezzarne l'umanità e la semplicità.
Era in tour con una band italiana, gli OJM, a cui aveva anche prodotto un album.
Una leggenda del rock che accompagnava una giovane band emergente.

Parlandoci a lungo, avevo - ancora una volta - capito come i più grandi si rivelino sempre per un tratto distintivo: l'umiltà.



Per questo motivo, per la perdita dell'uomo ancor prima che del leggendario musicista (e mito personale, per quello che gli MC5 hanno rappresentato sopra e fuori dal palco), sono profondamente triste oggi.
Mi piace pensarlo da qualche parte imbracciare di nuovo il basso e lanciarsi in un'infuocata jam session di hi-energy rock'n'roll assieme ai suoi fidi compagni Rob Tyner e Fred "Sonic" Smith...

R.I.P. Mike!!!

giovedì 3 febbraio 2011

"Party Store", il nuovo colpo di genio dei DIRTBOMBS



Potrà non piacere ai fan più oltranzisti, ma "Party Store", il quinto disco dei DIRTBOMBS, è il nuovo colpo di genio messo a segno da MICK COLLINS.

Un musicista che non si può tenere rinchiuso nel recinto di un genere, che ama spaziare e sorprendere a ogni uscita. Nella sua testa la musica è solo un grande calderone dove affondare le mani, senza barriere. Senza compartimenti stagni.

Così dopo avere oltrepassato il noise con "Horndog Fest" (1998), riletto alla sua maniera alcuni classici (ma anche brani oscuri) della black music con lo spettacolare "Ultraglide In Black" (2001), realizzato il suo disco "glam" (in realtà molto rock'n'roll) con l'eccellente "Dangerous Magical Noise" (2003) e mischiato garage, noise, dance e r'n'r con l'altrettanto convincente "We Have You Surrounded" (2008), il genio della Motor City è tornato con i suoi Dirtbombs e un disco spiazzante. Ma fighissimo.

Si intitola "Party Store" e rilegge un'altra pagina della musica di Detroit: la scena techno sviluppatasi nell'underground della città dei motori a cavallo tra anni 80 e 90.
Lo so che i puristi del garage-punk storceranno il naso, ma a convincere sempre di più è l'attidudine del Nostro.



Dei compartimenti stagni a Mick Collins importa ben poco: "Per me sono tutte cazzate. Vent'anni fa ai ragazzi di Detroit che andavano ai party non fregava niente che quella musica fosse distante dal rock. Un giorno andavano a sentire un concerto punk e il giorno dopo si stonavano con la techno e la house. Non facevano differenze, era tutta musica underground. Vedi è questa l'unica separazione che accetto, tra musica mainstream e musica UNDERGROUND".

E così in "Party Store" i DIRTBOMBS rileggono le pagine migliori della techno di Detroit, ma con il loro approccio assolutamente originale e non filologico. Ed è questo che li rende un gruppo unico nel panorama internazionale. Un gruppo pazzesco. Come dimostra il primo favoloso pezzo apparso in video, "Sharevari" (qui sotto). Listen to and dance!!!

lunedì 6 aprile 2009

Kill A Punk For Rock'n'Roll: il ritorno di Gories e Oblivians





La notizia è di quelle da incendiare i cuori degli impenitenti "rock'n'roll soldiers" come il sottoscritto: i Gories e gli Oblivians si sono riformati e sono pronti per sbarcare in Europa!

Si tratta di due formazioni che hanno scarnificato, rivitalizzato e rilanciato il concetto stesso di rock'n'roll tra la fine degli anni '80 e i medi anni '90.
Due gruppi di culto, fondamentali.

I primi, guidati dal genio della Motor City, Mick Collins (poi coinvolto in una serie di altre sigle, tra cui i contemporanei Dirtbombs), sono stati i precursori di quel rinascimento del rock'n'roll che ha poi trovato espressione compiuta nella prima metà degli anni '90 con formazioni come Jon Spencer Blues Explosions, Devil Dogs e, appunto, Oblivians.

In attività dal 1986 al 1992 il gruppo di Detroit, in cui militava anche un giovanissimo Dan Kroha che poi formerà le Demolition Doll Rods, oltre a incendiarie performance live, ha disseminato sul propio cammino svariati singoli e tre album ("House Rockin'" del 1989, "I Know You Fine, But How You Doin'" del 1990 e "Outta Here" del 1994) che definire seminali non è, per una volta, esagerato.

I secondi, provenienti da Memphis, una delle capitali a stelle e strisce del rock'n'roll, hanno ripreso il testimone e rilanciato una formula propagandola attraverso singoli, album, partecipazioni e una serie infinita di progetti solistici/collaterali dei tre membri (Greg, Eric e Jack): lasciando da parte raccolte, live e sessions, da ricordare almeno i tre imprescindibili album su Crypt: "Soul Food", "Popular Favorites" e "Play 9 Songs With Mr Quintron".

Musica primitiva, scarnificata, esplosiva, "uncompromised", debitrice tanto del primigenio rock'n'roll dei '50 quanto del blues del Delta e del punk-rock settantasettino.

Adesso, in tempi di appiattimento culturale/musicale generalizzato, Gories e Oblivians hanno pensato bene che era arrivato il momento per riprendere la loro missione: quella di rivitalizzare e diffondere il verbo del rock'n'roll.
Prima negli gli States - due date nelle natie Memphis e Detroit - e poi in giro per la vecchia Europa in cui possono contare uno zoccolo duro di fans adoranti.

L'annunciato tour europeo prevede anche due date in Italia a cui - impedimenti dell'ultima ora a parte - non è proprio possibile rinunciare: il 17 luglio a Ravenna (Hana-Bi), il 18 allo Spaziale Festival a Torino.

Let's go and...Kill A Punk For Rock'n'Roll!!!