lunedì 22 settembre 2008

The Strange Flowers


Nel mare magnum della musica di ieri e di oggi, si fa spesso fatica a seguire le uscite discografiche.

In tutto questo caos di tanto in tanto riesco a ritagliarmi lo spazio necessario per ritornare a vecchi amori, scoprire e riscoprire generi e gruppi che per me rivestono un significato particolare: tra questi, la psichedelia...

Un amore che ritorna ciclicamente perchè come dice Giulio "Alberodimele" Tedeschi: "Sotto sotto il germe Sixties è vivissimo perchè continua a trasmettere non solo buona musica ma anche, e forse più, un'attitudine esistenziale e culturale ben precisa".

E' proprio vero. Complice un concerto estivo a Reggio Calabria, ho scoperto una band che "inseguivo" da tempo: gli Strange Flowers.

Li conoscevo di nome, sapevo che erano "figli" della fertile scena psichedelica pisana degli anni '80 (Birdmen of Alkatraz, Steeplejack, Liars), ma non avevo mai avuto modo di ascoltarli.

Così al termine del loro bellissimo show multicolore al CSOA "Cartella" ho scambiato quattro chiacchiere con il deus ex machina della band, Michele Marinò, e acquistato due loro Cd.
Ne sono rimasto sorpreso. Soprattutto da uno che vi consiglio caldamente.
Si intitola "Ortoflorovivaistica", è uscito nel 2005 per l'etichetta tedesca Beyond Your Mind ed è un album fantastico.

Un disco in cui la psichedelia si riappropria del proprio significato più profondo: "allargare l'area della coscienza", per dirla alla Ginsberg.
Sette composizioni che ci invitano a lasciare da parte le ansie quotidiane, metterci seduti o distesi, chiudere gli occhi, e volare in una dimensione "altra".
Dalle volute caleidoscopiche di "Mars Behind Our Eyes" alla malinconia pop di
"John On The Moon", passando per l'universo magico/misterioso di "A Ghost In Your Room" e la serena melodia di "A Telescope In Reverse" fino al lunghissimo e variegato trip lisergico di "Strange Girl" (sediciminutiecinquantasecondi), si snoda un favoloso viaggio sonoro e mentale che vi consiglio di fare vostro.

Era dai tempi dei (primissimi) Porcupine Tree che non mi emozionavo così tanto all'ascolto di un gruppo psichedelico...

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