domenica 25 maggio 2008

Raid razzista al Pigneto


L'aggressione razzista di ieri ai danni di alcuni negozi di immigrati al Pigneto (Roma), di cui hanno dato notizia tutte le testate giornalistiche e televisive, è un grave segnale d'allarme.

Vivo al Pigneto da quasi cinque anni.
E' un quartiere che non cambierei con nessun altro a Roma: un felice mix tra l'anima popolare di un rione storico (descritto da Pier Paolo Pasolini) e quella alternativa della "nouvelle vague" romana fatta di enoteche, librerie, cineclub, luoghi di socializzazione votati alle più disparate iniziative culturali.
In questo contesto, tranquillo (per ciò che riguarda il lifestyle) ed effervescente (per l'ambiente culturale e sociale), anche l'immigrazione non ha creato grossi problemi.
Non si è verificata un'occupazione massiva, come è avvenuto ad esempio all'Esquilino con la comunità cinese, e ciò ha determinato, se non una vera e propria integrazione, almeno una convivenza tranquilla tra immigrati e residenti storici.
Al Pigneto, in altre parole, si vive bene.

Questo improvviso raid razzista mette in discussione il clima sereno a cui eravamo abituati.
Ieri il neosindaco Alemanno si è precipitato a dire che i colpevoli dovranno avere "punizioni esemplari".
A me sembra una dichiarazione di prammatica.
In realtà, come in tanti avevamo previsto, la vittoria di Alemanno a Roma ha ridato coraggio agli ambienti dell'estrema destra, xenofoba, omofoba e razzista.
Non è un caso se pochi giorni prima del ballottaggio al Comune, con Alemanno che recuperava nei sondaggi su Rutelli, un gruppo di naziskin abbia devastato la sede del circolo di cultura omosessuale "Mario Mieli".

E adesso l'episodio del Pigneto conferma che in certi ambienti la vittoria istituzionale delle destre ha galvanizzato questi criminali che si sentono ora più forti e più protetti, se non impuniti.
Temo che questo sia solo l'inizio di un lungo periodo di recrudescenza della violenza fascista nei confronti di tutti coloro che sono considerati diversi: immigrati, gay, frequentatori/occupanti dei centri sociali, avversari politici.
Bisogna tenere alta la guardia e chiedere alle istituzioni di non sottovalutare il fenomeno, ma anzi di reprimerlo con forza prima che degeneri.
Intanto, come cittadini, non possiamo restare indifferenti.
Da questo punto di vista, la manifestazione di solidarietà indetta per oggi pomeriggio alle ore 18 in via Macerata mi sembra un segnale importante.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ho un ricordo gradevole del Pigneto
che ho visitato brevemente in compagnia di Roberto. Ho avuto l'impressione di un quartiere a misura d'uomo. Che dire dell'aggressione? La prima cosa che mi viene in mente è una frase del Presidente USA Truman tratta dal libro di Raul Hilberg La distruzione degli ebrei d'Europa:
" Perseguitando gli Ebrei, Hitler ha contribuito enormemente a far prendere coscienza agli Americani degli estremi pericoli che possono generare i pregiudizi, quando si permette a questi di dettare la condotta dello Stato".
So che c'è qualcuno che giudica il confronto eccessivo ma meglio eccedere.
Sarebbe comunque il caso di smetterla con le dichiarazioni tipo EMERGENZA ROM. Un popolo, una classe sociale, una categoria non può essere mai un'emergenza. Si comincia a percorre un sentiero pericoloso. Sui campi ROM li reputo indegni - per le condizioni di vita - di un paese civile e cristiano (si cristiano, di un cristianesimo che si occupi di uomini e dei loro probelemi e non di PACS e profilattici). Ma chiedo com'è possibile realizzare tante baracche abusive? Come controlliamo il territorio? Da calabrese ho paura che fra qualche tempo per combattere la 'ndrangheta qualcuno possa pensare a un commissario per l'emergenza calabrese. Potrei anche sentirmi dire sbarcando a Fiumicino: "Come mai viene a Roma? Quanto si ferma?" Sciocchezze? Lo spero.
Voglio credere ad Alemanno e alle sue dichiarazioni, ma non si può andare alle Fosse Ardeatine e poi esaltare Almirante.
Non si può stare con chi veniva deportato in Germania e con chi riempiva i treni.
Smettiamola poi con le dichiarazioni tipo "Non ho nulla contro i gay, anzi ho molti amici gay". Faceva così anche Almirante che non ha mai condannato le Leggi Razziali ma diceva di aver salvato un ebreo. Da cosa? Dalle leggi raziali volute da Duce. E allora?
Tuteliamo i diritti di tutti e colpiamo i criminali, senza stare a guardare chi sono.
Ciao, Tonino

Anonimo ha detto...

Riporto la tua ottimistica frase
"Bisogna tenere alta la guardia e chiedere alle istituzioni di non sottovalutare il fenomeno, ma anzi di reprimerlo con forza prima che degeneri"

quali istituzioni? il Prefetto dov'era la polizia? il sindaco pregiudicato per episodi di violenza?
mi sembri un po' illuso ma per il resto concordo con quello che hai scritto

Frenk
http://frenkminem.leonardo.it/blog