
Smettiamola con le ipocrisie.
Un poliziotto ieri ha ucciso un ragazzo di 28 anni, senza motivo.
Sparando come nel Far-West.
La notizia è questa.
E su questo omicidio dovrebbe essere fatta giustizia.
Purtroppo sappiamo - dai fatti di Genova in poi (per non andare troppo indietro nel tempo) - che in questo Paese a "democrazia limitata" difficilmente accadrà.
Perchè è un dato di fatto che le forze dell'ordine godono in Italia di sostanziale impunità.
E su questo dobbiamo tentare di far sentire la nostra voce, sollevando una vera emergenza democratica.
Perchè da noi la polizia gira armata e spara?
Non si spiega infatti perchè in società anche più violente della nostra, in Inghilterra ad esempio, la polizia gira senza armi da fuoco e garantisce comunque un efficiente servizio a tutela dei cittadini.
Queste sono le domande che dovremmo rivolgere ai nostri rappresentanti in Parlamento...
In queste ore, però, oltre al cordoglio per una giovane vita spezzata (Gabriele R.I.P.) è bene mantenere la lucidità necessaria per non fare confusione.
Quello che è successo dopo, ovvvero la guerriglia urbana scatenata da un manipolo di delinquenti che i media continuano a definire tifosi, non ha niente a che vedere con l'omicio di Gabriele Sandri.
E' stata solo la scusa, la miccia per far esplodere una situazione di per sé incandescente.
In queste ore ci dovrebbe essere spazio solo per il dolore e la riflessione.
Un ragazzo di 28 anni non c'è più.
Appena poche ore prima era allo storico Piper a far girare i dischi e a far ballare la gente.
Ora è morto.
Ammazzato da un poliziotto. Senza un perchè.






