venerdì 29 giugno 2007

C'ho un rigurgito antifascista...




"Fasci carogne, tornate nelle fogne" era uno slogan in voga negli anni '70.

Ed è uno slogan che dobbiamo tornare a fare nostro. Perché putroppo, a 60 anni dalla Liberazione, certi miasmi tornano a farsi sentire e le bestiacce escono nuovamente fuori dai loro covi putrescenti...

Come ieri sera, quando un centinaio di vili incappucciati e armati di coltelli, spranghe e catene, hanno attaccato gli spettatori che avevano appena terminato di assistere ad un concerto della Banda Bassotti a Villa Ada, a Roma.

Tre ragazzi sono stati feriti.
Per fortuna gli organizzatori, avvertiti dagli stessi membri del gruppo, sono riusciti a chiudere in tempo i cancelli dell'area concerti e hanno evitato conseguenze ben peggiori.

Il raid di Villa Ada segue tutta una serie di aggressioni ignobili perpetrate nell'ultimo anno, con l'acquiescenza delle istituzioni che hanno derubricato questi episodi a problemi di ordine pubblico, non volendo vedere - in maniera assai ipocrita - la loro matrice politica.

Cinque anni di governo Berlusconi, con i post-fascisti di AN nei posti-chiave del potere, hanno garantito l'impunità a queste bande di fasci che si sono sentiti protetti, quando non addirittura coccolati.

Forza Nuova, un movimento che dovrebbe essere messo al bando per apologia di fascismo, continua incredibilmente ad operare indisturbato e addirittura a potersi presentare alle elezioni con i propri candidati.

E ora che al governo c'è il centro-sinistra (?) la situazione non è cambiata.
Bisogna chiedere a gran voce, da semplici cittadini - attraverso i blog e le lettere ai quotidiani - ma anche attraverso i partiti e le associazioni, che il governo persegua questi atti con la massima fermezza e che tutte le formazioni neofasciste, ad iniziare da Forza Nuova, vengano messe al bando e considerate fuorilegge.
Bisogna chiedere che il Ministero degli Interni faccia sgomberare tutti i covi di destra (che si sono appropriati abusivamente dell'appellativo di "centri sociali"), partendo da Casa Pound: una vergogna fascista e razzista nel cuore della Capitale, a due minuti a piedi dalla stazione Termini.
Non è più possibile tollerare oltre questo clima di odio e di violenza.

mercoledì 27 giugno 2007

Fontanelle



Riscaldamento globale, afa insopportabile, emergenza idrica.

L'acqua sta diventando il bene più prezioso, più del petrolio. Se è vero che le multinazionali stanno già mettendo le mani sulle grandi riserve idriche naturali del pianeta per fare profitti e se numerosi analisti concordano che la prossima guerra mondiale sarà proprio per il controllo delle acque.

In questo quadro la politica, specie quella italiana, sembra essere in ritardo.

Ma l'altro giorno, con mia grande sorpresa, trovo nella cassetta della posta una pubblicazione a cura della regione Lazio intitolata semplicemente "Acqua".

All'interno tutta una serie di informazioni interessanti (rivolte per lo più agli agricoltori) e una serie di consigli pratici (il "Decalogo per il risparmio delle risorse idriche") rivolti a tutti i cittadini.

Iniziativa lodevole, penso.

Peccato che la prima fonte di spreco di risorse idriche in questo paese siano gli acquedotti (in Sicilia si perde fino al 70% di acqua).
E a Roma le fontanelle.

Ce ne sono centinaia in città, forse migliaia.
Rappresentano il perfetto ristoro per chi è assetato e accaldato.
Ma sono senza rubinetti e l'acqua sgorga fresca e corrente ventiquattro ore al giorno, sette giorni alla settimana, 365 giorni all'anno.

Milioni di litri di un bene prezioso dispersi inutilmente.

Possibile che il buon Walter Veltroni, amministratore attento e politico che sembra avere sempre l'idea giusta al momento giusto (non è per questo che oggi viene incoronato leader del Partito Democratico?), in tutti questi anni da sindaco di Roma non abbia mai pensato di fare installare dei semplici rubinetti alle migliaia di fontane pubbliche della Capitale?

Noi ci potremo anche lavare i denti "in modo ecologico", non usare l'acqua corrente per fare i piatti, aggiustare il rubinetto che gocciola e mantenere comportamenti virtuosi, ma se chi amministra il bene pubblico non fa attenzione a queste piccole/grandi cose, allora è inutile spendere tanti soldi in pubblicazioni patinate e decaloghi per il cittadino modello!

domenica 24 giugno 2007

Ascoltati questa settimana...





VV.AA. "Nuggets vol. 2", DETROIT COBRAS "Mink Rat or Rabbit", ELVIS COSTELLO "My Aim Is True", IAN DURY "New Boots and Pants", THE ROLLING STONES "Aftermath", THE SONICS "Here Are", THE DT'S "Filthy Habits", THE JOLT "The Jolt", GRINDERMAN "Grinderman", PAUL COLLINS "Flying High", THE CREATION "Our Music is Red with Purple Flashes", SCREAMING TREES "Buzz Factory", ARETHA FRANKLIN "Aretha In Paris", FRANTI "Non Classificato", THE SOMELOVES "Don't Talk About Us", THE MEOWS "At The Top Of The Bottom", KRYPTONICS "Rejectionville", DUSTY SPRINGFIELD "Dusty In Memphis"...

venerdì 22 giugno 2007

Down In The Garage


E' on-line su Freak Out la seconda "puntata" di DOWN IN THE GARAGE, la mia rubrica dedicata alle sonorità Sixties-oriented.
In questo numero si parla di Morlocks, Billy Childish,The Higher State, Dollsquad, Boonaraaas, Ugly Beats, Dragontears, Avvoltoi, The Others.
Per accedere direttamente all'articolo, cliccate qui
Buona lettura!

giovedì 21 giugno 2007

La fine di un'epoca



Era nell'aria da tempo, ma la chiusura di un negozio di dischi storico come Disfunzioni Musicali assume un valore simbolico: la fine di un'epoca.

Ogni volta che mi trovo a passare da S. Lorenzo e vedo abbassate le saracinesche di quello che per anni è stato il più importante negozio di dischi della capitale, penso a come sia cambiato - e in maniera così repentina - l'universo musicale.

In pochi anni, con l'avvento del peer-to-peer e del download digitale, non solo è finita un'epoca. Ma sta morendo anche una cultura.

Oggi i pochi negozi di dischi che sopravvivono lo fanno grazie a un pubblico over-30.
I ragazzini entrano, fanno un giro, guardano con curiosità le copertine dei dischi (che poi, una volta tornati a casa, scaricheranno da Internet) e - se va bene - comprano una t-shirt, una toppa, qualche spilletta.

Il merchandising sta diventando il core-business di molti negozi, mentre i dischi diventano poco più che un mero accessorio. Si è completamente rovesciata la logica delle cose.

Con i dischi che non si comprano più (e che quindi si producono sempre meno), scompare una cultura, uno stile di vita.

Quello della ricerca spasmodica del disco, oggetto di culto/del desiderio, oltre che fonte di innumerevoli ascolti, buone vibrazioni o cocenti delusioni...
Quello delle riviste e delle fanzines lette avidamente e custodite gelosamente.
Quello dei negozi di altre città alla cui scoperta si andava come se si fosse in pellegrinaggio alla Mecca.

Le pubblicità dei negozi che apparivano sulle pagine delle riviste specializzate rappresentavano, poi, una sorta di mappa dell'Italia underground...
Così se capitavi a Firenze non potevi non passare da Contempo, a Roma da Disfunzioni e dalla Banda Bonnot (oggi Hellnation), a Catania da Rock 86, a Pisa da Gasoline (poi Wide), a Bologna da Nannucci e dal Disco d'Oro, a Mestre da Indie, a Milano da Supporti Fonografici e da Psycho, a Gallarate da Carù, a Torino da Rock&Folk...

Ogni negozio ti apriva le porte di un mondo dove forse avresti potuto trovare il sette pollici che non riuscivi a recuperare da nessuna parte...

I negozi di dischi erano anche luogo di ritrovo. Lì potevi incontrare i personaggi più bizzarri della città, i prime mover della scena musicale locale, oltre che dei veri maniaci/enciclopedie musicali ambulanti.
Oppure erano (per me lo sono ancora oggi) il posto perfetto dove fare appuntamento con gli amici.

Ora tutto questo scenario sta scomparendo inesorabilmente sotto i colpi della tecnologia e della "modernità".
Ogni negozio di dischi che chiude è un pezzo di cultura musicale che scompare.

E mentre passo davanti alle vetrine chiuse di Disfunzioni mi sento sempre più come un animale in via d'estinzione. O come Fred Flinstone...

mercoledì 20 giugno 2007

Rock'n'Roll Kamikaze





I RADIO BIRDMAN stanno preparando un nuovo assalto rock'n'roll.

Dopo un paio di date di riscaldamento nella natia Australia, la formazione di Sydney è pronta a conquistare gli Stati Uniti. E poi anche l'Europa.

Il tour americano parte oggi da Los Angeles e si concluderà, dopo venti blitzkrieg rock'n'roll, a Denver, Colorado, il 14 luglio.

Poi sarà la volta dell'Europa. Già confermata una data in Italia: il 25 ottobre alla Stazione della Birra di Morena (Roma).

Accendete la radio...e restate sintonizzati!

martedì 19 giugno 2007

Sad news



La notizia è triste e sconvolgente.

Nella notte tra sabato 16 e domenica 17 giugno è scomparso, a causa di un malore improvviso, Francesco, il batterista dei Taxi.

Se ne va a soli 28 anni, lasciando costernati parenti e amici.

Lo ricorderemo con il suo sorriso gentile e il suo parruccone da Manitoba a pestare le pelli dietro alla batteria.

R.I.P. Franco. Che la terra ti sia lieve.