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lunedì 10 settembre 2012
Citadel Records 1982 - 2012
Era il 1982 quando John Needham, un giovane australiano che faceva parte del "clan" dei Radio Birdman, decise di mettere in piedi una piccola etichetta indipendente: la Citadel Records.
L'occasione gli venne data dalla pubblicazione del primo - e unico - 45 giri della sua band: i Minuteman. Un brano tribale e ipnotico, "Voodoo Slaves", dava il titolo al singolo e svettava sulla prima facciata. Sui solchi della flipside invece era inciso "I Wanna Be Your Minuteman".
Da allora, per tutti gli anni Ottanta, l'attività dell'indie-label di Sydney si fece frenetica e la piccola etichetta nata nel salotto di casa Needham divenne la più importante d'Australia.
Oggi quella storia prosegue e, pur tra alti e bassi e un mercato discografico ormai in via di estinzione, la Citadel festeggia il suo trentennale.
Per celebrare questo compleanno il vulcanico Needham ha organizzato un tour itinerante in cui tre dei nomi più importanti della Citadel suoneranno tra Sydney, Melbourne e Wollongong nel weekend tra il 26 e il 28 ottobre.
Sul palco saliranno il leggendario chitarrista dei Radio Birdman, Deniz Tek, l'affascinante rockeuse Penny Ikinger (molti di voi la ricorderanno nei Wet Taxis) e i DomNicks, la formazione che ha visto incrociare le chitarre un'altra leggenda del rock e del power pop australiano come Dom Mariani (Stems, Someloves, DM3) e l'inglese Nick Sheperd che le cronache rock ricordano per i suoi trascorsi nei Cortinas (quelli di "Fascist Dictator", proprio loro) e nell'ultima formazione dei Clash.
I DomNicks, per l'occasione, presenteranno dal vivo il loro primo album "Super Real", in uscita su Citadel alla fine di settembre.
Per chi si trova o avrà l'occasione di andare dall'altra parte del pianeta, si tratterà di una festa da non perdere per celebrare l'etichetta senza la quale non avremmo avuto il piacere di ascoltare il rock energico e conturbante di nomi come Died Pretty, Lime Spiders, New Christs, Visitors, Trilobites, Stems, Screaming Tribesmen, Louis Tillett, Bamboos, DM3, solo per citare alcuni nomi.
A trent'anni dai suoi esordi, nonostante la crisi dei supporti discografici, la Citadel è ancora tra noi e prosegue la sua appassionata attività attingendo da un catalogo ricchissimo e riproponendo le ristampe (arricchite da bonus) dei suoi dischi finora disponibili solo in vinile.
Se il 2012 ha visto (e vedrà) l'uscita di una serie di 5 doppi Cd degli Hard-Ons, il 2013 ha in serbo una teoria di splendide uscite per ogni sincero appassionato di Aussie-rock: intanto è in cantiere un cofanetto in tiratura limitata con l'intera discografia dei Radio Birdman; e un'analoga uscita con i cinque album dei DM3 è pure in programma, oltre a due doppi CD antologici con i primi lavori dei Jackson Code e dei Trilobites.
Lunga alla vita a John Needham e alla Citadel: Aussie-rock rules!!!
mercoledì 16 marzo 2011
DENIZ TEK Citadel Years

Chi non conosce, o conosce solo parzialmente, la traiettoria artistica di DENIZ TEK potrà recuperare a partire da questo weekend.
Esce venerdì 18 per CITADEL Records una doppia raccolta intitolata "Citadel Years" che racchiude la bellezza di 27 canzoni pubblicate dal chitarrista/compositore dei leggendari RADIO BIRDMAN a cavallo tra gli anni 90 e 2000.
Ovvero gli anni del suo ritorno alle scene dopo il lungo silenzio seguito allo scioglimento dei Birdman prima e dei Visitors successivamente.
Dopo molti anni di assenza, durante i quali si era dedicato esclusivamente alla professione di pilota medico dei marines, nel 1992 il chitarrista di Ann Arbour (ma australiano d'adozione) decise di ritornarne in azione.
Lo fece con l'album "Take It To The Vertical", seguito due anni dopo da "Outside", quest'ultimo firmato a nome Deniz Tek Group assieme a una sorta di nazionale dell'Aussie-rock che comprendeva anche Kent Steedman (Celibate Rifles), Jim Dickson (Barracudas/New Christs) e Nik Rieth (Tumbleweed).
Quei due dischi, non documentati in questa raccolta, gettarono le basi per un ritorno in grande stile di Deniz che, non pago delle attività con il Group, negli stessi anni riformò per una prima volta i Radio Birdman, pubblicò un album a nome Dodge Main con due leggende del rock del Michigan come Scott Morgan (Rationals, Sonic's Rendezvous Band) e Wayne Kramer (MC5), entrò a far parte di un gruppo statunitense - i Deep Reduction - prima di formare gli estemporanei Golden Breed con i gemelli (e campioni di skate) Art e Steve Godoy.
In quegli anni di iperattività e di gloria underground - che portarono il chitarrista e le sue diverse formazioni a suonare svariate volte in Italia - fu la Citadel del suo amico John Needham (a cui anni prima aveva dedicato la splendida "Brother John" dei Visitors) a pubblicare la maggior parte dei dischi di Tek.
Vale a dire, gli album "Le Bonne Route" (1996) ed "Equinox" (1998), l'ep "Bad Road" (1997), il live "Got Live" (reperibile all'epoca solo ai concerti o per mail order).
Adesso che quei dischi sono difficili da recuperare, la Citadel ha pensato bene di presentare una raccolta di brani che documentino quel periodo particolarmente creativo della carriera del guitar hero di Ann Arbour.
Per completezza sono stati aggiunti brani tratti dai due album dei Deep Reduction (l'omonimo del 2000 e "2" del 2003, entrambi marchiati Get Hip), ma anche dalla bella prova con i Dodge Main (l'omonimo "Dodge Main" pubblicato da Alive nel 1996) e da "Glass Eye World" dei Golden Breed (Career Records, 2003)
C'è anche una canzone inedita, tratto da un demo dei Radio Birdman del 2002 e intitolata "Photo Album".
Questa è la lista completa dei brani.
Disc 1:
1. Christmas Eve
2. Black Tulip
3. Last Cruise of the Owl
4. Tubular Dreams
5. Heavy Air
6. Workingman's Shoes
7. Big Accumulator
8. Steel Beach
9. Agua Caliente
10. Salted Leeches
11. Bad Road (acoustic)
12. Searching
13. Meantown Blues
Disc 2:
1. Always Out Of Reach
2. Billy Was A Cathar
3. Shellback
4. Dreaming Clifford Possum
5. Lunatics At The Edge Of The World
6. Novotel Blues
7. 100 Fools
8. Ships elanIn
9. What It's For
10. Photo Album
11. Flight 19
12. 2 Pam Chloride
13. Imaginary Man
14. Hand Of Law
Una lunga teoria di brani, alcuni dei quali di livello assolutamente stratosferico.
Se avete perso una parte importante della carriera di "The Iceman", ora potete recuperare con "Citadel Years"
Yeah Hup!
domenica 14 novembre 2010
RADIO BIRDMAN "Live In Texas" (Crying Sun)

Riformatisi improvvisamente nel 1996, i Radio Birdman - il più leggendario gruppo australiano - sono rimasti sulla breccia per undici anni. Fino al 2007, anno in cui hanno definitivamente posto la parola fine alla loro straordinaria avventura musicale.
Nei due lustri in cui sono stati nuovamente assieme Rob Younger, Deniz Tek e soci hanno lasciato il segno: con due dischi, il live “Ritualism” (1997) e l’album “Zeno Beach” (2006), e soprattutto con una serie di tournèe entusiasmanti, tre delle quali hanno toccato anche l’Italia, rispettivamente nel 2003, 2006 e 2007.
La formazione dell’ultimo tour si componeva dei tre membri originali Rob Younger alla voce, Deniz Tek e Chris Masuak alle chitarre, più l’ex Barracudas e New Christs Jim Dickson al basso e Russell “Rusty” Hopkinson alla batteria. La band aveva dovuto rinunciare al tastierista Pip Hoyle, scosso dalla morte prematura del figlio adolescente Will, e questo aveva privato la band di uno dei suoi elementi più originali e fantasiosi. Per ovviare all’assenza determinante di Pip, i Birdman allora puntarono tutto sull’energia. Su un set tirato allo spasimo, vibrante, spigoloso. E su una scaletta perfetta in cui i nuovi i brani si incastonavano con quelli vecchi e con le cover (tre, rispettivamente di Who, Kinks e Blue Oyster Cult).
Concerti dal grande impatto sonoro ed emotivo, che oggi sono documentati da questo “Live In Texas”, pubblicato dalla Crying Sun/Citadel del mai troppo celebrato John Needham.
Sedici brani che fotografano l’energia, il calore, la grinta emanati dai Radio Birdman nel loro tour d’addio e, in particolare, nei due show tenuti a Austin e Houston nel giugno del 2007. Anthem punk come “Murder City Nights” o “What Gives” cedono il passo a episodi più recenti, ma non meno incisivi, come “We’ve Come So Far, To Be Here Today” o “You Just Make It Worse”. Le cover di “Circles” e “Til The End Of The Day” mostrano una nuova veste, più dura, mentre i wah-wah di Tek e Masuak e la voce oscura e lirica di Rob Younger sono le armi vincenti in un classico come “Hand Of Law” e nella nuova, splendida “Locked Up”. Ma anche nel finale effervescente di “I-94” che scivola senza soluzione di continuità in “Hot Rails To Hell” dei Blue Oyster Cult. Passato e presente che si fondono. Un addio al fulmicotone. Un disco live di rara potenza, non solo per i fan del gruppo australiano.
* * *
Puoi leggere questa recensione anche su Freak Out:
http://www.freakout-online.com/album.aspx?idalbum=2072
lunedì 11 ottobre 2010
RADIO BIRDMAN Live in Texas

Uscirà venerdì 22 ottobre per Citadel Records "Live In Texas", l'atteso album dal vivo dei RADIO BIRDMAN, la più leggendaria rock'n'roll band australiana.
E' il secondo live ufficiale della formazione di Sydney, dopo "Ritualism" del 1996, al netto dei molti bootleg che hanno testimoniato sia le gesta della formazione originale (1974 - 1978), sia i concerti della reunion.
"Live In Texas" è un documento importante perchè celebra l'ultimo tour di Rob Younger, Deniz Tek e soci, quello del 2007, realizzato subito dopo l'uscita del terzo album della band, "Zeno Beach".
La scaletta, infatti, è perfettamente calibrata tra i brani nuovi, i classici della band (l'anthem-punk "What Gives?", la spettacolare "Smith & Wesson Blues", la ipercinetica "Anglo Girl Desire") e alcune cover di grande impatto ("Circles" degli Who, "'Til the End of the Day" dei Kinks, "Hot Rails To Hell" dei Blue Oyster Cult).
La formazione è quella vista in azione durante gli ultimi due tour europei, composta cioè dai tre membri originali Rob Younger (voce), Deniz Tek (chitarra) e Chris Masuak (chitarra), più l'ex Barracudas e New Christs (e amico di lunga data della band) Jim Dickson al basso e il batterista Russell "Rusty" Hopkinson, già in forza agli You Am I.
La storia di questo live, come racconta John Needham sul sito della Citadel, nasce da un'idea dello staff redazionale dell'emittente di Houston Radio KPFT 90.1 FM che ha chiesto di poter registare i due concerti tenuti dal quintetto in Texas, rispettivamente all'Emo's di Austin e al The Meridian di Houston, per poterli poi trasmettere.
Quelle registrazioni, mixate appositamente per la trasmissione radiofonica, hanno restituito un sound potente e pulitissimo, al punto che la Citadel ha poi deciso di farne un disco dal vivo.
Appunto questo "Live In Texas" che la storica etichetta di Sydney pubblicherà tra poco meno di due settimane con la seguente scaletta:
1. Murder City Nights
2. We've Come So Far...
3. You Just Make It Worse
4. Anglo Girl Desire
5. What Gives?
6. Circles (The Who)
7. Burned My Eye
8. Subterfuge
9. Die Like April
10. Smith and Wesson Blues
11. More Fun
12. Til The End Of The Day (The Kinks)
13. Hand Of Law
14. Locked Up
15. I-94
16. Hot Rails To Hell (Blue Oyster Cult)
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