venerdì 19 settembre 2008

Onore ai diffidati


Il campionato di calcio è alle prime battute, ma i problemi del mondo del pallone restano irrisolti.
Ne ho parlato con Elisa Davoglio, autrice del romanzo "Onore ai Diffidati" (Mondadori), e ne è venuto fuori un pezzo per AgoraVox:
Se avete cinque minuti, leggetelo e commentate...

giovedì 18 settembre 2008

The decline of western civilization


Apro il giornale, lo sfoglio e leggo i titoli principali.
Poi mi connetto in Rete e faccio lo stesso.
Per qualche strana connessione neuronica, mi viene in mente il titolo di un film di culto, "The decline of western civilization".
Mi limito al declino dell'Italia.

Oggi è il giorno decisivo per le sorti di Alitalia.
Il d-day. Il giorno del prendere o lasciare.
Il giorno di "O accettate la nostra offerta o alle vostre spalle c'è solo il baratro".
La fine di un'agonia durata 15 anni che probabilmente trasformerà quella che una volta era una grande compagnia aerea internazionale in un piccolo vettore domestico.
In un mercato libero e concorrenziale può capitare. Ma non è questo il caso di Alitalia che per anni è stata drogata da forti immissioni di denaro pubblico, aiuti di Stato vietati dall'Europa e mascherati da prestiti-ponte.
In questa tragedia nazionale (quando sono in ballo 20mila posti di lavoro, indotto incluso, parlare di tragedia non è un'esagerazione), l'aspetto più scandaloso è lo scaricabarile delle responsabilità.
Il governo in carica (che, quando era opposizione, ha di fatto chiuso le porte ad Air France) accusa i sindacati di non accettare supinamente le condizioni ricattatorie della Cai di Colaninno.
I sindacati che, dopo aver difeso per anni le posizioni di privilegio di alcune categorie superprotette (i piloti) e affondato la fusione strategica con KLM, cercano adesso di ottenere qualche briciola in più in termini di contratti e salari.
La classe politica, di destra e di sinistra, vera responsabile del disastro Alitalia, che si agita, urla, bofonchia, rivendica. Come se non fossero stati i suoi uomini, in governi di diverso colore, a nominare manager fallimentari (arricchitisi scandalosamente mentre la compagnia sprofondava) e porre veti assurdi a fusioni e acquisizioni decisive in tempi non sospetti.

E' uno spettacolo triste, e la cosa più triste è la sensazione di distacco del paese dalle sorti della compagnia di bandiera e dei suoi lavoratori.
Come se non potesse capitare ad ognuno di noi, come se non stesse già capitando.

Le altre notizie di cronaca (dalle multe a prostitute e clienti, ai babybulli che pestano allegramente un pensionato "reo" di camminare sul "loro" marciapiede, al ragazzo di colore ucciso per futili motivi) danno sempre di più l'impressione di un paese allo sbando, che ha perso il bandolo della matassa, in cui i cittadini sono "atomizzati", ognuno per proprio conto, e non condividono più né un sistema di valori nè il senso di appartenenza a una comunità.





domenica 14 settembre 2008

Ascoltati questa settimana


AA.VV. - "Tropicalia", OS MUTANTES "Mutantes", CAETANO VELOSO "Veloso", RODRIGUEZ "Cold Fact", BLUR "The Great Escape", ZEROS "Right Now!", STRANGE FLOWERS "Ortoflorovivaistica" + "Teen Trash vol. 11", THE MAGGOTS "Get Hooked!", JULIE'S HAIRCUT "Fever In The Funk House", MAKE-UP "After Dark", PARTY KIDZ "Shock Treatment", STEEPLEJACK "Serena Maboose", THE HEARTBREAKERS "Live at Mothers",
PRETENDERS "Pretenders", BLONDIE "Parallel Lines", IGGY & THE STOOGES "Raw Power",
THE BELLRAYS "Let It Blast", SICK ROSE "Other Faces", X "Los Angeles", TEN HIGH "Party Store", THE HYPSTRZ "Live at Longhorn"...

sabato 13 settembre 2008

Cordata Alitalia

"L'accordo si farà entro giovedì notte". (Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro).

Le ultime parole famose.


Che strano paese...#2


In Calabria c'è un vecchio detto popolare che dice "u boi ci dici curnutu o sceccu".
Traduzione: il bue dà del cornuto all'asino. E' un ovvio paradosso.

Così come è un ovvio paradosso che Mara Carfagna annunci un giro di vite contro le prostitute (e NON contro lo sfruttamento della prostituzione), lasciandosi scappare in conferenza stampa che a lei "come donna impegnata in politica e nelle istituzioni, la prostituzione fa rabbrividire, mi fa orrore, non comprendo chi vende il proprio corpo...".

Un vero paradosso per un ministro della Repubblica la cui fama non è dovuta all'intensa e instancabile attività politica, ma a una fulminante carriera dovuta all'uso più o meno spregiudicato del proprio corpo.

Negli ultimi due anni Mara Carfagna si è convertita alla politica, ma fino al 2006 era conosciuta soltanto per il ruolo di valletta e soprattutto per il famoso calendario di Maxim in cui metteva in mostra, senza alcun pudore, tutte le sue armi di seduzione.

Carla Corso, storica leader e portavoce delle prostitute italiane, ha commentato così l'infelice sortita del ministro: "Chi vende il proprio corpo per strada lo vende per poco, non tutti possono venderlo bene. Insomma ognuno lo vende come può...".

A buon intenditor poche parole.

venerdì 12 settembre 2008

Che strano paese...


Sì, viviamo proprio in uno strano paese, se è vero che l'altro ieri un personaggio come Emilio Fede ha attaccato in tv lo scrittore Roberto Saviano.

Emilio Fede, classe 1931, non avrebbe i numeri per attaccare proprio nessuno.
Direttore del telegiornale più sfacciatamente pro-Berlusconi che una televisione abbia mai visto, fino a sfiorare (e spesso superare) i limiti del ridicolo, ha stravolto il concetto classico secondo cui un giornalista dovrebbe essere il cane da guardia della democrazia.

Più che il rottweiler della libera informazione il suo modo di fare giornalismo lo fa sembrare il chihuahua del padrone .

Tra una festa al Billionaire, un ammiccante salotto televisivo e/o mondano, le ineffabili ironie nella conduzione del suo Tg, la leccatina quotidiana al padrone Silvio, il fido Emilio ha pensato bene di ironizzare sulla figura di Roberto Saviano.

A suo dire, l'autore di "Gomorra" utilizza la sua per nulla invidiabile condizione di scortato per alimentare il successo del libro e del film.
So per certo che il successo di Saviano ha irritato molti, creato invidie e malcelate gelosie, ma tant'è.
Con il suo libro, Saviano ha stracciato il velo di Maya su una realtà che in tanti conoscevano e che nessuno aveva il coraggio di descrivere con forza.
E ha continuato il suo impegno civile con gli articoli e i reportage per L'espresso.
Ha avuto successo e fatto i soldi.
E allora?
Ciò non lo ripaga dalla allucinante condizione in cui vive: praticamente da recluso. Condannato a vivere 24 ore su 24 con la scorta.
A non potere uscire da solo per fare la spesa, prendere il treno o semplicemente per fare due passi...
Una condizione che Fede non conosce neppure lontanamente tutto occupato, com'è, con le sue attività mondane.

Ci sarebbe voluto il principe Antonio De Curtis, in arte Totò, a rispondere al fido Fede.
Con una sonora pernacchia e il più classico dei "Ma mi faccia il piacere!".

giovedì 11 settembre 2008

11 Settembre


Sono trascorsi 7 anni dal famigerato 9/11.
Ricordo esattamente dove mi trovavo quando seppi della notizia: ero a Monselice, vicino Padova, a casa di mia cugina.
Mi ero appena svegliato dalla siesta pomeridiana e, ancora intorpidito dal sonno, non capivo bene cosa fossero le immagini che apparivano sullo schermo: un film di fantascienza, uno scherzo alla Orson Welles, un documentario sul futuro dell'America?
Troppo irreale la realtà per realizzare immediatamente l'accaduto.

Non eravamo pronti, non pensavamo che una cosa simile potesse succedere.
Poi ci sono stati i tragici giorni di Madrid e di Londra, e la nostra consapevolezza è cambiata.

Credo che nella memoria di ognuno di noi ci siano degli eventi collettivi che rimangono impressi a fuoco.
Eventi talmente forti che ricordiamo esattemente dove ci trovavamo e cosa stavamo facendo nel preciso momento in cui abbiamo appreso la notizia.
Io, ad esempio, ricordo con nitidezza eventi anche lontani nel tempo che furono dei veri e propri shock emozionali: l'omicidio Dalla Chiesa, l'attentato a Falcone e, appunto, l'11 settembre.

E voi dove eravate? Cosa stavate facendo? Cosa ricordate di quel tragico giorno che - volenti o nolenti - ha cambiato per sempre il nostro modo di essere occidentali?