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martedì 10 febbraio 2009

Vivere nella Striscia di Gaza








Nuove foto inedite in arrivo dalla Palestina.

Ecco cosa rimane di Gaza dopo i bombardamenti di Israele che sono costati la vita a quasi 1500 palestinesi di cui oltre 400 bambini.

Chi pagherà la ricostruzione?

Quando i palestinesi che hanno perso la casa potranno tornare in un'abitazione degna di questo nome e non continuare a vivere nelle tende d'emergenza?

Chi ricostruirà le attività commerciali distrutte, le strade e le altre infrastrutture rase al suolo?

Sulla Palestina è calato il silenzio. I riflettori si sono spenti.

Ai cittadini del mondo, che hanno a cuore la pace e la giustizia, il compito di tenere accesa la luce sulla Striscia di Gaza.
Un grazie enorme a Marcello che continua a inviarmi quotidianamente le sue immagini da Gaza City.

venerdì 6 febbraio 2009

Palestina: per non dimenticare



Ora che il clamore mediatico è finito e le telecamere si sono spente nessuno parla più della Palestina e dei palestinesi.

Nelle città israeliane, occidentali e capitaliste, la vita è ripresa normalmente: si lavora, si esce, si consuma, si va al bar, al ristorante, in discoteca.
In Palestina no.

Ogni famiglia palestinese nella Striscia di Gaza ha ancora un dolore straziante dentro, piange un genitore, un fratello, un figlio, un bimbo o una bimba uccisi dai raid israeliani.
In molti, moltissimi hanno perso le case sotto i bombardamenti e vivono in condizioni ancora più precarie e drammatiche di un tempo.

Come testimonia questa foto che mi è appena stata inviata da Marcello, un carissimo amico che si è recato a Gaza City per vedere con i propri occhi gli effetti della recente "operazione" di Israele.
Quello che era un agglomerato urbano adesso è solo un cumulo di macerie.

Da qualsiasi punto di vista la si provi a guardare, Israele non ha giustificazioni, nè alibi.

Palestina libera, subito!