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sabato 27 novembre 2010

"EIGHTIES COLOURS": oggi al MEI di Faenza





Nuova presentazione di "EIGHTIES COLOURS": oggi alle ore 13 alla Sala Convegni del M.E.I 2010 a Faenza.

L'occasione è data dall'incontro "I colori degli anni Ottanta: gli Avvoltoi e altre storie..." durante il quale "Eighties Colours" sarà premiato come "Miglior libro indies dell'anno" del M.E.I. 2010.

Parleremo della scena neo-Sixties italiana di quel decennio contraddittorio: tanto superficiale e plasticato a livello mainstream, quanto ribollente di energia e creatività nell'underground.
E soprattutto festeggeremo i 25 anni di attività degli Avvoltoi, una delle band più significative di quella fantastica scena musicale.

Assieme a me ci saranno infatti Moreno "Spirogi" Lambertini degli Avvoltoi e Salvatore Coluccio, organizzatore di due importanti eventi neo-Sixties contemporanei: i festival Primavera Beat e Manifesto Beat.

Se siete al M.E.I. l'appuntamento è per le ore 13.
Non mancate!

sabato 13 novembre 2010

EIGHTIES COLOURS a "La Cantina del Rock"



30sima presentazione (undicesima in radio) di EIGHTIES COLOURS.

L'invito a cui non potevo dire di no è di Bob Colella/Wolfman Bob, amico e conduttore de La Cantina del Rock, programma radiofonico che da circa un mese è tornato in onda sui 103.3 di Radio Popolare Roma, dopo una pausa legata alla chiusura dell'ormai storica Facoltà di Frequenza a Siena.

Oggi sabato 13 novembre, a partire dalle 18,30, sarò in studio con Wolfman Bob per parlare degli "altri" anni Ottanta italiani, del lavoro svolto per raccontare la scena neo-Sixties italiana e soprattutto per mandare in onda i suoni provenienti dall'undergound garage, beat e psichedelico tricolore di venti e passa anni fa.

Se siete a Roma, potete sintonizzarvi sui 103.3 mhz in FM.
Oppure godervi la diretta in streaming su Internet all'indirizzo www.radiopopolareroma.it

Restate sintonizzati e se avete delle richieste di gruppi/brani da ascoltare lasciate un commento nei post. Bob e io cercheremo di accontentarvi...

Keep the fuzz!

lunedì 16 agosto 2010

EIGHTIES COLOURS a Reggio Calabria


Stasera, alle ore 20, nuova presentazione di EIGHTIES COLOURS.
Dopo un lungo tour di 15 date, finalmente nella mia città: REGGIO CALABRIA.
Sul Lungomare Falcomatà, al Riviera Caffè...sotto al Monumento ai Caduti.

Con il mio amico, scrittore e storico, Fabio Cuzzola, parleremo degli altri anni 80, della scena garage, beat e psych italiana di quel decennio, di cosa è riuscita (o non è riuscita) a proporre la città in termini musicali e di cosa è rimasto di quel decennio solo in superficie grigio e plastificato.

Appuntamento alle ore 20...con i colori degli anni Ottanta che continuano a esplodere!

mercoledì 14 luglio 2010

EIGHTIES COLOURS: intervista su MAX!!!


Anche un periodico come MAX, non esattamente legato all'underground, ha dedicato una pagina con intervista a EIGHTIES COLOURS. Grazie a Stefano Cuzzocrea, amico e attento indagatore di realtà musicali...

Potete leggerla di seguito o direttamente sul sito di Max

Come eravamo rock
Eighties Colours. Storia del rock italiano
Roberto Calabrò, giornalista e scrittore, fa chiarezza sui suoni degli anni 80 con un libro dal titolo "Eighties Colours". Non solo per i nostalgici...



Quali sono i colori degli anni 80? Quel decennio policromo ha mille tinte e, anche tornando di moda, si rischia di aver tralasciato qualcosa. Roberto Calabrò, giornalista e scrittore attento, fa chiarezza sui suoni dimenticati di quel periodo in un libro. "Eighties Colours" viene pubblicato da Coniglio Editore, in edizione deluxe, e porta alla ribalta l’epopea del garage, del beat e della psichedelia italiana di 3 decenni fa. Una ricostruzione certosina, arricchita da foto d’epoca, della quale l’autore parla catturato dai ricordi vintage dei bei tempi andati.

C’è un buco nero nella storia del rock italiano, o almeno c’era prima del tuo libro…
Sì, prima dell’uscita di Eighties Colours un buco nero della memoria sembrava aver risucchiato la scena neo-Sixties italiana, ovvero il movimento musicale che tra il 1985 e il 1990 aveva riportato la magia, i suoni e i colori degli anni Sessanta nei grigi anni Ottanta. Tutte le ricostruzioni (saggi, documentari, romanzi) realizzate fino a poco tempo fa sui movimenti controculturali di quel decennio avevano preso in esame soltanto il post-punk (new wave e dark) o il punk/hardcore, mentre sui gruppi e sulle etichette discografiche del Sixties revival che avevano fortemente caratterizzato quel decennio era inspiegabilmente calata una cappa di oblio. L’intento del mio libro era ed è proprio quello di accendere nuovamente i riflettori sulla scena più vitale ed effervescente dell’underground italiano degli anni Ottanta.

Come mai dalla scena wave i giovani, tra l’85 e il ‘90 tornano verso il passato?
Perché non si sentivano in alcun modo rappresentati da quei suoni, da quell’estetica, da quella visione del mondo. E neppure da ciò che offriva in quel momento il mainstream, ovvero il pop da classifica melenso, plastificato, tutto sintetizzatori e batterie elettroniche, alla Duran Duran, Spandau Balleto Culture Club, per intenderci. Per evitare queste due strade senza via d’uscita, una generazione di ragazzi guardò al passato, e in particolare ai Sixties, come fonte inesauribile di ispirazione per sognare un presente diverso, ricco di luci, di colori, di suggestioni e di sonorità affascinanti. E quindi l’immediatezza del garage, il divertimento del beat, il fascino intrigante della psichedelica…

E’ inutile negarlo, quando si parla di musica, inevitabilmente il discorso ha grosse ripercussioni sulla moda e sul costume…
Come è ovvio che sia. Pensa che la scena neo-Sixties, che era confinata alle riviste di settore e alle fanzine, riuscì più di una volta ad ottenere attenzioni in altri ambiti non tanto per la bontà delle proposte musicali quanto per il look o la moda. Ricordo ancora un reportage sulla rivista Per lui in cui si parlava di questo aspetto. Ma è sempre stato così, anche negli anni Sessanta la stampa non specializzata puntava la sua attenzione sull’estetica e, in generale, sugli aspetti esteriori del movimento flower-power.

Quali sono secondo te i dischi più importanti usciti in quel lustro sul quale hai voluto investigare?
Ce ne sono molti, e molti di questi meriterebbero di essere ristampati. Per farti dei nomi ti dirò: Faces dei Sick Rose, L’universo dei No Strange, Il nostro è solo un mondo beat degli Avvoltoi, gli EP dei Not Moving, Four Wizards In Your Tea dei Magic Potion, la discografia completa degli Allison Run, l’omonimo mini-Lp dei Peter Sellers & The Hollywood Party, Sadness Boulevard degli Sleeves, Eerie Thoughts Collection pt 3 dei Backwards e Mummycat The World n.2 dei Views.

giovedì 11 febbraio 2010

EIGHTIES COLOURS: sta arrivando


Finalmente il conto alla rovescia è iniziato.
Dopo due anni di lavoro, oltre 40 interviste realizzate, una quantità di dischi ascoltati, decine e decine di riviste tirate fuori dagli archivi, centinaia di foto recuperate...ci siamo quasi.

Uscirà ad aprile per i tipi di Coniglio Editore
"EIGHTIES COLOURS. Garage, beat e psichedelia nell'Italia degli anni Ottanta".
Il mio libro sull'effervescente scena neoSixties italiana di quel decennio.

Un atto d'amore nei confronti di quei gruppi e di quelle etichette che con la loro musica hanno segnato indelebilmente i miei 17 anni. E la cui storia non è mai stata raccontata. Finora.

1985-2010: proprio quest'anno si celebra il venticinquennale dell'uscita di "Eighties Colours", la compilation-manifesto realizzata da Claudio Sorge per la sua pioneristica Electric Eye che nell'85 diede il via alla scena.

Da allora e per i cinque anni successivi, da nord a sud, fu tutto un pullulare di gruppi che decisero di guardare indietro, agli anni Sessanta, come inesauribile fonte di ispirazione. Parallelamente a quello che stava succedendo negli Stati Uniti, ma anche in Europa (soprattutto in Scandinavia), anche l'Italia visse il suo rinascimento neo-Sixties.

Gruppi come Sick Rose, Not Moving, No-Strange, Gli Avvoltoi, Pikes In Panic, Magic Potion, Peter Sellers & The Hollywood Party (e so di fare un torto a tutti gli altri che qui non menziono...) portarono una ventata di energia e un'esplosione di colori in un panorama underground fino a quel momento dominato dal grigio della new wave e del dark.

Mentre del punk e della new wave italiana si è parlato e si continua (giustamente) a parlare ancora oggi, sulla scena neoSixties (e non semplicemente neopsichedelica, come erroneamente si scriveva all'epoca, essendo i suoni e le tendenze degli anni Sessanta interamente declinati nelle varie forme: garage, beat, psichedelia) è calata una cappa d'oblio.
Che spero finalmente di stracciare con questo libro, che è molto di più di un semplice libro: è un atto d'amore.

Un volume di grande formato (17x24 cm)- 240 pagine a colori - che, per la prima volta, passa in rassegna tutti i gruppi garage, beat e neopsichedelici italiani e descrive accuratamente tutti i loro dischi.

Il racconto di quegli anni irripetibili e indimenticabili è reso attuale e vibrante dalla viva voce dei protagonisti (oltre 40 interviste raccolte nell’arco di due anni) e da un apparato fotografico/iconografico senza precedenti.
Il volume è inoltre arricchito dalla discografia completa su quel periodo, con tutti i dischi neoSixties italiani (45 giri, Ep, Lp) pubblicati tra il 1985 e il 1990.

Potete prenotarne una copia presso la vostra libreria di fiducia oppure richiedendola direttamente a Coniglio Editore www.coniglioeditore.it

Aggiornamenti su data d'uscita e presentazioni saranno postati regolarmente sul blog.