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sabato 24 aprile 2010

25 aprile: festa della Liberazione




Nonostante i continui attacchi alla Costituzione e alla Resistenza (l'ultimo in ordine di tempo è di Edmondo Cirielli (Pdl), presidente della Provincia di Salerno, che ha affermato che sono stati gli Usa a liberarci e che i partigiani volevano imporre una dittatura comunista...sigh!), domani si festeggia il sessantacinquesimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo.

Chi è a Roma e vuole festeggiare con noi potrà farlo allo Spazio daSud al Pigneto (Via Mogliano da Gentile 170).
La festa sarà doppia perchè festeggiamo anche il primo compleanno della sede di "daSud".

Grande pranzo sociale con i piatti tipici del Mezzogiorno d’Italia, festa di Liberazione per le strade del quartiere,tanta musica, performance teatrali di Telemomò, le storie di "daSud"...e molto altro.

Chi invece si trova a Reggio Calabria potrà festeggiare al Centro Sociale "Angelina Cartella", a Gallico.
Anche a Reggio si tratta di una doppia festa perchè il CSOA compie 8 anni.
Il programma è ricco, a partire dalle 10 di mattina.
Con la fiera della Decrescita (agricoltura naturale, artigianato locale, consumo critico), mostre fotografiche, video, film, concerti, murales e pranzo sociale con i partigiani Aldo Chiantella e Vittorio Calvari.

Sarà un grande giorno di festa...per non dimenticare - in quest'epoca di amnesie e revisionismi di comodo - che la Repubblica e la democrazia sono nate dalla Resistenza antifascista e dalla Liberazione.

Buon 25 Aprile a tutti!

giovedì 23 aprile 2009

25 aprile tutto l'anno



In un momento così difficile per il Paese, con la gente sempre più preoccupata per la sussistenza quotidiana e le incerte prospettive del futuro, con la crisi economica che - nonostante i proclami ottimistici di Berlusconi e Tremonti - sta mettendo in ginocchio i lavoratori e quel che rimane della classe media, si sta tentando un sudbolo attacco alla Costituzione e ai valori della Resistenza.

Ad aggravare il quadro è anche l'inconsistenza dell'opposizione parlamentare.
Mai però in sessanta anni di vita repubblicana un ministro aveva messo in dubbio il valore della Resistenza e dei partigiani che combatterono, spesso a costo della vita, per la libertà.
Così il ministro della Difesa Ignazio La Russa, ex fascista (mai pentito) non più tardi di qualche giorno fa si è permesso di affermare: «I partigiani rossi meritano rispetto, ma non possono essere celebrati come portatori di libertà».

Proprio per questo motivo, è bene tenere alta la guardia, partecipare alle celebrazioni del 25 aprile e riaffermare l'attualità della Carta costituzionale e dei valori di libertà e antifascismo che essa incarna.

Mi fa piacere sapere che anche nella mia città, Reggio Calabria, la Liberazione verrà celebrata con una serie di iniziative. Quelle che trovate nel volantino pubblicato in questo post.

L'occasione è duplice: non si festeggiano solo i 64 anni dalla Liberazione dal nazifascismo, ma anche i 7 anni di occupazione del Centro Sociale "A. Cartella" che ospiterà le celebrazioni e gli incontri per il 25 aprile.

Si tratta di una tre giorni intensa e ricca di eventi di spessore.
Si inizia domani, venerdì 24 aprile.
Io non potrò esserci - festeggerò la Liberazione a Roma - ma invito tutti gli amici che si trovano a Reggio e provincia a non mancare a un appuntamento che in questa fase cruciale per le sorti del Paese assume un significato ancora più importante.

AGGIORNAMENTO ore 12.40

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in visita all'Ossario di Forno di Coazze ha risposto indirettamente al ministro della Difesa La Russa affermando che bisogna celebrare la Liberazione ""senza svalutare e diffamare, come purtroppo è accaduto e ancora accade,l'esperienza partigiana il cui contributo, piaccia o non piaccia, fu determinante per restituire dignità, indipendenza e libertà all'Italia".

Un plauso sentito e sincero a Napolitano.


(Il programma completo delle celebrazioni al CSOA Cartella si trova qui: http://isole.ecn.org/csoacartella/index.php)

martedì 21 ottobre 2008

Addio a Vittorio Foa



Se n'è andato ieri alla veneranda età di 98 anni uno dei padri della Repubblica e una delle ultime voci di una Sinistra indipendente e fiera: Vittorio Foa.

Un ragazzo di 98 anni, lucido, brillante.

Antifascista militante, trascorse 8 anni nelle carceri di regime.
Uscito dal carcere nel 1943, entrò nel Partito d'Azione e si unì alla Resistenza.
Una volta caduto il fascismo e finita la guerra, fu eletto all'Assemblea costituente: un'esperienza che ricordava sempre: "gli scontri tra noi (comunisti, socialisti, democristiani e liberali) erano aspri, però al momento di decidere le regole comuni tutto si chetava".

Era, la sua, una generazione che - avendo vissuto il fascismo e fatto la Resistenza - guardava al bene del Paese come interesse supremo.
Le piccole beghe, la politica di piccolo cabotaggio - ciò a cui tristemente assistiamo oggi, anche a sinistra - non apparteneva loro.

Per questo e per tutta la sua successiva esperienza umana, politica e professionale, Vittorio Foa rimane un faro.
Non solo per chi è di sinistra, ma per ogni sincero democratico che si riconosce nei valori della Costituzione.

In tempi difficili e confusi come questi ci mancherà la sua lucidità, la sua indipendenza, il suo rigore morale.

Addio Vittorio. Che il suo esempio possa essere luce per la Sinistra che verrà e per il Paese tutto.