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domenica 25 dicembre 2011

PLAYLIST 2011: le migliori ristampe



1. NOT MOVING – Light/Dark: Singles, Ep and Early More 1981-1987 (Audioglobe Relics)
2. STEEPLEJACK - No One’s Land (Spit/Fire)
3. SICK ROSE – Shaking Street + Double Shot (Area Pirata)
4. RAMONES Live At German Television - The Musiklanden Recordings 1978 (Sireena)
5. BABY WOODROSE – Love Comes Down (Bad Afro)
5a. SCREAMING TRIBESMEN – Date With A Vampire (Grown Up Wrong!)

giovedì 22 dicembre 2011

PLAYLIST 2011




1. GIUDA - Racey Roller (Dead Beat)

2. MARIANNE FAITHFULL - Horses and High Heels (Naive)
3. THE SICK ROSE - No Need For Speed (Area Pirata)
4. LEADFINGER - We Make The Music (Bang!/Impedance)
5. ARCTIC MONKEYS - Suck It and See (Domino)
6. VINTAGE TROUBLE - The Bomb Shelter Sessions (Vintage Trouble)
7. HANNI EL KHATIB - Will The Guns Come Out (Innovative Leisure)
8. THE FLESHTONES - Brooklyn Sound Solution (Yep Roc)
9. NO STRANGE - Cristalli sognanti (Area Pirata/Psych Out)
10. GANG OF FOUR - Content (Gronland)
11. THE OUT KEY HOLE - Dreams In Waking State (Teen Sound)
12. THE CYNICS - Spinning Wheel Motel (Get Hip)
13. BEVIS FROND – The Leaving of London (Woronzow)
14. THEE OH SEES – Carrion Crawler/The Dream Ep (In The Red)
15. DOME LA MUERTE - Poems for Renegades (Japan Apart)
16. CLAUDIO ROCCHI & EFFERVESCENT ELEPHANTS - S/t (Psych Out)
17. MAURO ERMANNO GIOVANARDI - Ho sognato troppo l'altra notte? (Columbia)
18. WILCO - The Whole Love (Dbpm)
19. THE STRANGE FLOWERS – The Grace Of Losers (TSF)
20. SCREAMING TREES – Last Words – The Final Recordings (Sunyata)
21. THE BREAKERS – The Breakers (Wicked Cool)
22. PJ HARVEY - Let England Shake (Island)
23. BUFFALO TOM – Skins (Scrawny)
24. MEAT PUPPETS – Lollipop (Megaforce)
25. THE SPITS – The Spits V (In The Red)
26. THE FALL – Ersatz GB (Cherry Red)
27. PEAWEES – Leave It Behind (Wild Honey)
28. FLEET FOXES – Helplessness Blues (Bella Union)
29. DIRTBOMBS - Party Store (In The Red)
30. THE DRUMS – Portamento (Moshi Moshi)

mercoledì 22 dicembre 2010

PLAYLIST 2010


ALBUMS

1. HOODOO GURUS – Purity Of Essence (Sony/Onehundredpercent)
2. THE BELLRAYS – Black Lightning (Fargo)
3. SHARON JONES & THE DAP-KINGS – I Learned The Hard Way (Daptone)
4. PAUL COLLINS – King of Power Pop! (Alive)
5. THE BLACK ANGELS – Phosphene Dream (Blue Horizon)
6. SCOTT MORGAN – Scott Morgan (Alive)
7. MARK LANEGAN / ISOBEL CAMPBELL – Hawk (V2/Cooperative)
8. CALIBRO 35 – Ritornano quelli di… (Ghost)
9. CUT – Annihilation Road (Go Down)
10. THE JIM JONES REVUE – Burning Your House Down (Punk Rock Blues)

11. GRINDERMAN - Grinderman 2 (Mute)
12. DOM MARIANI – Rewind & Play (Liberation Blue)
13. PENNY IKINGER – Penelope (Citadel)
14. MASSIMO VOLUME – Cattive abitudini (La Tempesta)
15. ELI PAPERBOY REED – Come And Get It (Parlophone)
16. THE MORLOCKS Play Chess (Popantipop)
17. PAUL WELLER Wake Up The Nation (Island/Universal)
18. BEATRICE ANTOLINI – BioY (Urtovox)
19. DRAGONTEARS – Turn On, Tune In, Fuck Off (Bad Afro)
20. DOME LA MUERTE & THE DIGGERS – (Area Pirata/Go Down)
21. RONNIE WOOD – I Feel Like Playing (Eagle)
22. CARBON/SILICON – The Carbon Bubble (Carbon/Silicon)
23. ROBYN HITCHCOCK & THE VENUS 3 – Propellor Time (Yep Roc)
24. EELS – Tomorrow Morning (Eworks)
25. HOLE – Nobody’s Daughter (Universal)
26. PETER CASE – Wig! (Yep Roc)
27. GIL SCOTT HERON – I’m New Here (XL)
28. ROKY ERICKSON & OKKERVILL RIVER – True Love Cast Out All Evil (Anti)
29. GIANT SAND – Blurry Blue Mountain (Fire)
30. CHERRY GHOST - Beneath This Burning Shoreline (Heavenly)


...continua domani, con le migliori ristampe!

giovedì 25 novembre 2010

Salve le carte di Piazza Fontana


La vergognosa sentenza sulla bomba di Piazza della Loggia a Brescia (28 maggio 1974, 8 persone morte, 102 ferite) non ha fatto altro che riaprire una sanguinosa ferita sulle stragi di Stato.

Stragi in cui una parte consistente degli apparati di sicurezza, in teoria al servizio della Repubblica e della democrazia, deviarono verso tentazioni golpiste e reazionarie.
Colpendo nel mucchio, uccidendo decine di persone innocenti e ferendone gravemente a centinaia.

E' per questo che la democrazia italiana non potrà avere un futuro se non si farà chiarezza su quelle stragi, sui livelli di collusione, sulle responsabilità.

Per far chiarezza su quanto avvenuto è importante tener viva la memoria e chiedere che i documenti secretati siano resi pubblici.

E', quindi, una buona notizia che l'immenso archivio dei processi sulla strage di Piazza Fontana, abbandonato per anni negli scantinati del tribunale di Catanzaro, sia stato finalmente salvato e digitalizzato.

Potete leggere l'articolo su Repubblica, cliccando qui

Sempre su Repubblica.it potete firmare l'appello affinchè lo Stato si decida a rendere accessibili i suoi archivi su quelle stragi che ancora oggi reclamano giustizia.

mercoledì 8 settembre 2010

Vuoi giocare a Facebook con me?




Chi frequenta questo blog e mi conosce di persona sa bene che sono un avido frequentatore della Rete. Blog a parte, Internet è per me un utilissimo strumento di lavoro, ma anche di svago e divertimento. Oltre a un indispensabile mezzo di comunicazione, grazie ai diversi sistemi di messaggistica istantanea e VoIP.

Un uso così massiccio del web a volte, però, produce dei cortocircuiti. Tra quello che è pubblico e ciò che deve restare privato, ma anche nel campo delle libertà individuali.

Non tutto è pubblico e non tutto è consentito, anche se un dato inevitabile della presenza di una persona in Rete è un abbassamento della soglia della sua privacy, anche in termini di dati sensibili.

Però ci sono delle differenze. Se scrivo un post sul mio blog, visibile a tutti perché a un indirizzo pubblico, poi devo attendermi che qualcuno possa lasciare dei commenti (anche sgraditi) o scrivermi o ripostare i miei contenuti altrove.

La questione è diversa se si tratta di Facebook o altre piattaforme sociali, i famigerati “social network”. Lì, pur essendo in Rete, non si tratta di spazi aperti di libera espressione in cui scorrazzare a proprio piacimento, incuranti di qualsiasi tipo di regole o di bon-ton.

Facebook, per come è stato concepito, è una piattaforma che ha reso ancor più sottile il concetto di privacy. Come spesso mi è capitato di dire, “è un meraviglioso strumento per farsi i fatti degli altri”. Perché si possono venire a sapere cose di terzi, non direttamente collegati con te (basta un amico in comune), che diversamente rimarrebbero nella sfera privata: immagini, video, gusti, interessi politici, orientamenti sessuali, appartenenze religiose, luoghi e date in cui si è/si è stati.

Questo fa parte del gioco, se si è deciso di giocare (e, infatti, conosco molte persone a cui non va “di giocare a Facebook” per non compromettere la propria privacy).

Tuttavia ci sono delle regole oggettive e delle regole soggettive.

Abbandonare parte della propria sfera privata in un gioco un po’ narcisistico e un po’ voyeristico fa parte delle prime. Poi ci sono le regole soggettive, quelle che decidi tu. E a cui i tuoi amici “virtuali” devono attenersi, pena l’esclusione dal gioco.

Una delle regole d’oro per me è stata quella di accettare/richiedere l’amicizia su Facebook solo ed esclusivamente a persone che conoscevo o con cui avevo rapporti di tipo personale e/o professionale. Maglie molto strette per allontanare i ficcanaso o persone non gradite.

Tipo gli ex compagni di scuola che per anni fanno finta di non riconoscerti per strada, e poi appena ti beccano su “Faccialibro” eccoli appiopparti la richiesta d’amicizia (ovviamente rifiutata: le ipocrisie non mi piacciono).

Ora siccome passo la maggior parte delle mie giornate di fronte allo schermo di un pc, connesso alla Rete, non vedo nessuna differenza tra la mia vita reale e quella virtuale.
Se uno mi sta simpatico e lo frequento nella vita di tutti i giorni va da sé che lo stesso succede sul web. Per lo stesso motivo se uno mi sta sulle palle nella vita di tutti i giorni, non vedo perché – per quale astruso tipo di convenzione sociale – dovrebbe starmi simpatico su Facebook.

Capita, a volte, che le strette maglie dell’amicizia virtuale a volte si allarghino. E si accettino le richieste di persone che non si conoscono bene, ma solo “di fama”, per sentito dire o perché amici di amici.

Qualche giorno fa è capitato che uno di questi “amici” di Facebook (ma sconosciuti nella vita reale) ha preso a pretesto una civile conversazione in bacheca per iniziare a fare un’assurda polemica, frutto del suo livore e delle sue insoddisfazioni personali nei confronti della stampa musicale, attribuendomi cose che non ho mai detto né pensato.
Ho risposto civilmente la prima e la seconda volta. Poi, alla terza (dopo che il soggetto in questione aveva attaccato sul piano personale altri amici intervenuti nella discussione), mi sono rotto le scatole e l’ho bannato.

Un amico mi ha detto che si trattava di un comportamento censorio, un altro che in questo modo la discussione perdeva una voce fuori dal coro.
Io credo che non si tratti né dell’una né dell’altra cosa, ma semplicemente di buona educazione.
Del resto uno non viene a cena a casa tua e si mette a insultare te e gli altri commensali. E se la cosa capita, difficilmente inviterai questa persona di nuovo a cena…

La cosa buffa è che negli stessi giorni Vittorio Zambardino, ex giornalista di “Repubblica” e caro amico, ha avuto un analogo problema su Facebook. E ha chiarito alcune cose.

Ora Vittorio, oltre a essere un uomo saggio (o semplicemente di buon senso), è uno dei massimi conoscitori e teorici della Rete in Italia (il suo “Eretici Digitali”, scritto assieme a Massimo Russo, è un testo fondamentale, così come fondamentale è il suo blog d’autore “Scene digitali”, uno tra i più seguiti, se non il più seguito in assoluto, su Repubblica).

Così Zambardino scrive in una nota:

“Io sulla mia pagina Facebook cancello chi mi pare. Non solo perché è la “mia” pagina Facebook e la scrittura quindi è la sostanza di questo rapporto di amicizia e se permettete frequento gli amici che mi va di frequentare e soprattutto invito a casa mia chi dico io e non chiunque - e quindi, detta in altro modo, una pagina Fb non è un giornale, né un blog né un sito di giornale”. E poi continua dicendo che molte persone che leggono i suoi pezzi poi lo contattano su Facebook, pur non essendo né amici personali e neppure conoscenti. Lui il contatto lo concede, “ma poi lo elimino appena la convenzione amicale viene meno”.

Quindi non solo si ha il diritto di cancellare chi sfrutta il tuo spazio in maniera inopportuna, ma nella mia pagina Facebook ho anche il diritto di dare delle regole. Che, nel mio caso, sono abbastanza chiare:

- concedo/richiedo l’amicizia a chi conosco e frequento nella vita reale
- faccio volentieri una deroga a chi non conosco personalmente ma ha la cortesia di presentarsi (la maggior parte non lo fa…) e/o di rammentarmi se e dove ci siamo conosciuti
- mi piace la discussione, il confronto (a volte anche aspro), ma non tollero gli insulti e le insinuazioni volgari rivolte anche ad altri

Tre semplici regolette e pure di buon senso, credo. Non è molto, ma per chi vuole “giocare a Facebook” con me è tutto. Prendere o lasciare.

martedì 23 febbraio 2010

Calabria: emergenza democratica





Sembra quasi un segno. La Calabria frana. Frana fisicamente, con la terra violentata dall'uomo che si ribella e travolge tutto. E frana moralmente.

Siamo al punto di non ritorno.

L'intimidazione subita ieri dal collega Peppe Baldessarro, giornalista del Quotidiano della Calabria e corrispondente di Repubblica, segue di neanche un paio di settimane l'attentato incendiario di cui è stato vittima il coraggioso blogger reggino Antonino Monteleone.
Dall'inizio dell'anno sono già 5 i cronisti minacciati dalla 'ndrangheta.
Senza dimenticare la bomba alla Procura generale e l'auto-arsenale fatta ritrovare il giorno della visita in città del presidente della Repubblica.

Tutti segnali inequivocabili. La 'ndrangheta ha alzato il tiro.
E, dopo avere asfissiato con la sua cappa di minacce e soprusi, la società reggina e calabrese, non tollera che ci siano dei tentativi, seppure ancora timidi, di reazione civile e democratica.

I magistrati debbono aggiustare le sentenze. I giornalisti occuparsi d'altro.
Il silenzio deve essere il più assoluto. In Calabria vale solo una legge: la loro.

Siamo arrivati al punto di non ritorno.

E lo si è perchè per troppo tempo si è chiuso un occhio, si è convissuto con la 'ndrangheta pensando che fosse un male minore.
"Fino a quando si ammazzano tra di loro, fino a quando non mi toccano di persona".

Conniventi sono state la politica, le istituzioni, a volte la Chiesa.
Ma conniventi sono stati anche i cittadini, la maggior parte di essi, che hanno in egual misura subito e anche alimentato la "mafiosità": quella dannata mentalità per cui ciò che spetta di diritto si chiede per favore, un individualismo miope in cui il senso civico è un optional da fessi, in cui il "chi te lo fa fare" è la risposta più comune a chi chiede soltanto di poter vivere onestamente e libero da soprusi.

Il cancro si è trasformato in metastasi: oggi la 'ndrangheta è parte integrante della società reggina e calabrese. La 'ndrangheta vive nella politica, nella classe imprenditoriale, nelle professioni.
I mafiosi frequentano i circoli d'elite della "Reggio bene", sono professionisti, imprenditori, politici affermati. Massoni.
Lo diceva il dottor Boemi, lo ripete oggi con forza il dottor Gratteri.
Due dei magistrati che hanno speso la loro vita a lottare contro la 'ndrangheta.

Siamo al punto di non ritorno.
E' arrivato il momento, non più procrastinabile, di tracciare una linea.
E di reagire.

Come sottolinea l'associazione daSud di cui mi onoro di fare parte.
Che oggi rilancia la grande partecipazione al No Mafia Day del prossimo 13 marzo:

"Di fronte a questa situazione allarmante, è necessario rompere gli indugi e ripartire dalla partecipazione, dalla rivendicazione di spazi e diritti, dall’affermazione di un’idea di Calabria che sappia scegliere rigore e progetto.

Subito.

L’occasione della manifestazione nazionale convocata sul web a Reggio Calabria per il 13 marzo – il No Mafia Day - dovrà servire a ragionare di ‘ndrangheta e malapolitica, di lavoro nero e Rosarno, di cattiva informazione e del Ponte sullo Stretto, il vero grande affare delle cosche e può rappresentare un passaggio importante di un percorso lungo e difficile di ricostruzione della nostra identità calabrese".

Il tempo è scaduto. Bisogna scegliere da che parte stare.
O di qua o di là. Il silenzio non è più una scelta possibile.

giovedì 23 aprile 2009

25 aprile tutto l'anno



In un momento così difficile per il Paese, con la gente sempre più preoccupata per la sussistenza quotidiana e le incerte prospettive del futuro, con la crisi economica che - nonostante i proclami ottimistici di Berlusconi e Tremonti - sta mettendo in ginocchio i lavoratori e quel che rimane della classe media, si sta tentando un sudbolo attacco alla Costituzione e ai valori della Resistenza.

Ad aggravare il quadro è anche l'inconsistenza dell'opposizione parlamentare.
Mai però in sessanta anni di vita repubblicana un ministro aveva messo in dubbio il valore della Resistenza e dei partigiani che combatterono, spesso a costo della vita, per la libertà.
Così il ministro della Difesa Ignazio La Russa, ex fascista (mai pentito) non più tardi di qualche giorno fa si è permesso di affermare: «I partigiani rossi meritano rispetto, ma non possono essere celebrati come portatori di libertà».

Proprio per questo motivo, è bene tenere alta la guardia, partecipare alle celebrazioni del 25 aprile e riaffermare l'attualità della Carta costituzionale e dei valori di libertà e antifascismo che essa incarna.

Mi fa piacere sapere che anche nella mia città, Reggio Calabria, la Liberazione verrà celebrata con una serie di iniziative. Quelle che trovate nel volantino pubblicato in questo post.

L'occasione è duplice: non si festeggiano solo i 64 anni dalla Liberazione dal nazifascismo, ma anche i 7 anni di occupazione del Centro Sociale "A. Cartella" che ospiterà le celebrazioni e gli incontri per il 25 aprile.

Si tratta di una tre giorni intensa e ricca di eventi di spessore.
Si inizia domani, venerdì 24 aprile.
Io non potrò esserci - festeggerò la Liberazione a Roma - ma invito tutti gli amici che si trovano a Reggio e provincia a non mancare a un appuntamento che in questa fase cruciale per le sorti del Paese assume un significato ancora più importante.

AGGIORNAMENTO ore 12.40

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in visita all'Ossario di Forno di Coazze ha risposto indirettamente al ministro della Difesa La Russa affermando che bisogna celebrare la Liberazione ""senza svalutare e diffamare, come purtroppo è accaduto e ancora accade,l'esperienza partigiana il cui contributo, piaccia o non piaccia, fu determinante per restituire dignità, indipendenza e libertà all'Italia".

Un plauso sentito e sincero a Napolitano.


(Il programma completo delle celebrazioni al CSOA Cartella si trova qui: http://isole.ecn.org/csoacartella/index.php)